Salviamo la Fenice dalle ceneri dei libri

Siamo a Trieste, nella galleria Fenice, ma potremmo essere in qualsiasi città. La storica libreria che affacciava su via Cesare Battisti ha abbassato definitivamente le serrande. Per evitare che migliaia di volumi finiscano al macero è partito un tam tam dalla rete che permette di acquistare parte dei libri (in blocchi da 50/100 euro) per poter salvare la cultura.

libreria fenice macero

Diversamente da quel che narra la mitologia, questa volta la Fenice non rinascerà dalle sue ceneri. Anzi, è proprio nel fuoco che vedrà la morte definitiva, se non si interviene prima.

L’affitto troppo alto rispetto ai pochi clienti che entravano per acquistare, la concorrenza di internet e l’arrivo degli e-book hanno portato (inevitabilmente, di questi tempi) alla chiusura della libreria. Dal 1 ottobre due cooperative incaricate dal curatore fallimentare lavorano incessantemente per catalogare e imballare gli 80 mila volumi, che vengono poi trasferiti in giacenza nel magazzino di via Caboto, “anticamera del macero”.

Ma il popolo della rete – e non solo – si è già mobilitato. È nata, infatti, una pagina Facebook I libri della Fenice non possono finire al macero che conta ogni giorno centinaia di nuove adesioni. C’è addirittura chi chiede di regalare quei volumi. «Il regalo è escluso a priori» risponde prontamente il curatore fallimentare, Giancarlo Crevatin. «La finalità del lavoro è di valorizzare il patrimonio per ripagare i debitori. Solo successivamente, quando passando il tempo ci si troverà davanti al bivio se continuare a sostenere costi (anziché avere guadagni) o regalare, l’ultima opzione potrà anche essere quella. Per le librerie della galleria Fenice il momento è arrivato: non si possono più pagare ulteriori affitti in perdita, il tempo è scaduto, le migliaia di libri restanti andranno fra pochi giorni al magazzino di via Caboto. Per non far finire al macero i libri residui serve che qualcuno compri l’intero stock, così da farci liberare anche quello spazio». E così l’amministrazione comunale, non potendo finanziare da sola l’acquisto, si sta muovendo con una raccolta fondi. «Il Comune potrebbe acquistare i libri, pagarne il trasloco altrove e lo stoccaggio, quindi avere facoltà di regalare i volumi a chi ritiene, biblioteche o scuole o altri» ha proseguito Crevatin.

Seppur nel nostro piccolo anche noi possiamo fare qualcosa. Non c’è bisogno di grosse donazioni (come i 5.000 euro versati dal servizio delle Biblioteche di Trieste per l’acquisto di una serie di volumi). Secondo quanto comunicato dagli amministratori della pagina Facebook, è possibile acquistare parte dei libri (il cui elenco, seppur non aggiornato, è visibile qui) in blocchi di 50/100 euro. Il vantaggio è duplice: salviamo la cultura, evitando il macero, e acquistiamo volumi al 10% del prezzo di copertina.

Se spulciando la lista trovate qualcosa che vi interessa e siete intenzionati a comprare, potete contattare il curatore fallimentare e accordarvi per l’offerta. Se invece volete chiedere qualcosa agli amministratori della pagina Facebook potete scrivere a savefenice@gmail.com.

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