Premio Bancarella

Dal 1953 il premio Bancarella dà ai librai la possibilità di eleggere quello che, a detta loro, è il miglior libro dell’anno. Consegnato a Pontremoli, in Toscana, il penultimo sabato o domenica di luglio, vanta nel suo albo d’oro nomi illustri come John Grisham, Umberto Eco, Andrea Camilleri e Andrea vitali.

premio bancarella

La tradizione di Pontremoli è da sempre legata ai libri: già nell’Ottocento dall’alta lunigiana e dai paesi limitrofi partivano generazioni di librai ambulanti che si dividevano le zone in cui vendere.

In quel periodo commerciavano l’Orlando Furioso, le novelle del Boccaccio, le tragedie del Manzoni e i libri popolari come I tre moschettieri e dalla vendita all’aperto guadagnavano molto di più che con un negozio fisso in città. Ovviamente c’erano i pro ma anche i contro, come le condizioni meteorologiche e la difficoltà di trasportare le merci. Ecco quindi che si decise di optare per le bancarelle – da qui il nome del premio – da cui poi sono nate librerie e negozi tutt’ora esistenti, soprattutto al nord.

premio bancarella

A decretare il successo della manifestazione è la presenza di una giuria di “addetti ai lavori”, che si ritrova in piazza per la proclamazione del vincitore. Come scriveva il libraio bibliofilo Alberto Vigevani «[Il Bancarella] è un premio che non ha, come tanti altri, ipocrite pretese letterarie o in ogni modo culturali, e viene assegnato ai libri più venduti, in una visione del mondo merceologica e incontrovertibile. Guareschi al posto del pur vicino Pea (grande scrittore morto raggiungendo tirature di mille copie, come del resto Svevo)». «Così il Premio — scrive invece Giovanni Ungarelli, direttore commerciale di grandi case editrici — intreccia, edizione dopo edizione, una piccola storia dell’editoria italiana, fatta anche di personaggi minori e incorniciata in uno spettacolo popolare pieno di fascino e di curiosità. Il tutto poi accompagnato da testaroli, patona, padeletti, funghi e ottimo vino locale. Così il Premio vive e solo così può rimanere nel tempo; anche una piccola modifica lo farebbe apparire troppo simile agli altri 2.000 premi letterari che esistono in Italia».

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