Per fare un libro ci vuole un albero… e viceversa!

Qualche giorno fa abbiamo parlato di bookcrossing, il fenomeno che mette in libertà volumi che girano poi per tutto il mondo. E per restare in tema oggi vi presento Book Forest, un’interessante iniziativa promossa dall’associazione imprenditoriale femminile BauFachFrau che si sta diffondendo nelle vie di Berlino, in particolare nel quartiere di Prenziauer Berg.

bookforest

Un progetto di swapping che coinvolge non solo gli appassionati di libri, come spiegano le responsabili dell’associazione, ma «vuole contribuire a uno sviluppo sostenibile dell’istruzione professionale e punta a valorizzare la catena foresta-legno-libro. È stato sviluppato e realizzato come un approccio interdisciplinare, nato dalla cooperazione di esperti di foreste, carpenteria, falegnameria, media design, stampa e libri».

Gli alberi caduti (o abbattuti) per morte naturale vengono rilavorati e utilizzati per ospitare libri – circa un centinaio – messi così a disposizione dei cittadini per il libero scambio. Nessun problema in caso di maltempo: ogni teca è protetta da una tendina di plastica che ripara i volumi da pioggia e intemperie.


L’unica regola, da buon bookcrosser, è quella di lasciare negli appositi spazi un libro diverso al posto di quello preso “in prestito”, così da mettere in circolo nuova cultura.

bookforest

Voi siete stati a Berlino? Avete visto questi alberi? O avete visto, in giro per il mondo, altre strane librerie sostenibili? Come sarebbe bello vedere queste biblioforeste in tutti i paesi, magari in Italia.

Beh, a dir la verità, qualcuno ci ha già pensato e nel Parco dei Donatori di Sangue di Schio (VI) è stata installata la prima libreria stradale.

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