Open – Andre Agassi

open-agassiAutore: Andre Agassi
Titolo: Open. La mia storia
Titolo originale: Open. An autobiography
Genere: Autobiografia
Data prima pubblicazione: 2009 (in Italia nel 2011)
Casa Editrice: Einaudi
Collana: Einaudi Stile libero big
502 pagine
Prezzo copertina: 20,00 €
EAN 9788806207267

Ho passato le ultime 300 pagine di questo libro a pensare come recensirlo. Mi è piaciuto così tanto che non volevo svilirne la forza e la bellezza, neanche con il commento sul blog. Se mi seguite su Facebook sarete stufi di leggere il suo nome, ma quando un libro ti prende allo stomaco, ti fa sentire viva e ti dà mille spunti e un sacco di energia, merita tutta l’attenzione che gli si può concedere. C’è chi l’ha definito “un racconto romanzato”, un caso editoriale ben costruito (visto che è stato scritto con J. R. Moehringer, premio Pulitzer per il giornalismo). Ma Moehringer c’entra poco o niente, è Agassi quello che parla. E non smette un secondo di raccontarti la sua vita come se fosse anche un po’ la tua. Ognuno dà di ogni libro la sua interpretazione, ma se ti ha tenuto incollato alle pagine per 10 giorni è sicuramente un buon libro.

Parto dalla fine, da una frase che Agassi mette proprio in chiusura:

«Spero che lui e la sorella [si riferisce ai suoi figli Jaden e Jaz, ndb] siano altrettanto orgogliosi di questo libro tra dieci, trenta e sessant’anni. L’ho scritto per loro, ma rivolgendomi a loro. Spero che li aiuti a evitare alcune delle trappole in cui sono finito io. Non solo, spero che sia uno dei molti libri che gli daranno conforto, guida, piacere. Ho scoperto tardi la magia dei libri. Dei miei tanti errori che vorrei che i miei figli evitassero, questo è quasi in cima alla lista».

È un pensiero bellissimo, soprattutto se pensiamo che oltre ai figli – che forse sono ancora troppo giovani per apprezzarlo – questo libro ha fatto del bene a molte altre persone (ricordiamo che Agassi ha fondato una charter school a Las Vegas, che accoglie bambini e ragazzi della periferia che non possono permettersi un’istruzione).

La magia dei libri: sembra quasi che siamo telepatici, io e Andre. Descrivendo quanto questa storia mi stesse entusiasmando, alcuni giorni fa ho usato la stessa terminologia con un amico. E non avevo ancora letto queste pagine. Un’altra cosa che abbiamo in comune, oltre al segno zodiacale.

agassi

Wimbledon 1992: il primo slam vinto da Agassi

Open è, per me, un esempio lampante di “libro giusto al momento giusto”. Non mi ricordo se ho già affrontato questo argomento, sul blog, ma sono sempre più convinta che siano i libri a scegliere noi e non viceversa. Sanno quando è ora che li leggiamo, quando siamo più propensi ad accogliere una storia d’amore piuttosto che un romanzo d’avventura.

Un uomo  e la sua straordinaria normalità

La potenza di questo libro è racchiusa nell’estrema normalità del protagonista. Diversamente da quanto Andre Agassi ha lasciato vedere di sé, con la cresta rosa e gli hot pants di jeans, con le macchine sportive e la fidanzata top model, dentro di sé era (uso il passato perché credo ora sia cresciuto) estremamente disorientato dalla vita, triste, debole, pauroso e impaurito…

Quasi in ogni pagina ripete che odia il tennis. È stato il padre a costringerlo a giocare, non aveva alternative e ne ha fatto la sua vita. Per una strana legge del contrappasso più lui scrive che lo odia, più cresce in me la passione per questo sport, tanto che andrei ad allenarmi tutti i giorni. A differenza sua, che ha giocato più di mille match, e ha trascorso vent’anni diviso tra terra rossa, cemento ed erba, io ho preso in mano semi-seriamente una racchetta 7 mesi fa. E questo libro mi ha fatto fare un salto in avanti, non solo dal punto di vista sportivo.

Agassi

La prima finale vinta sulla terra rossa del Roland Garros nel 1999

Agassi racconta senza vergogna le sue crisi di pianto; ha il vizio di mangiarsi le pellicine quando è nervoso; dorme sul pavimento per via del mal di schiena. Rivela ai lettori che dal Roland Garros del 1999 gioca senza mutande: aveva dimenticato di metterle nella borsa, ha vinto e non ha più voluto rischiare. È scaramantico, come tutti i professionisti. E ti rivela aspetti del suo carattere, stati d’animo ed emozioni contrastanti, che a volte fanno venire la pelle d’oca. Andando a rivedere i match più famosi, raccontati da lui frame per frame come un nastro al rallentatore, e sapendo cosa si nasconde dietro ogni colpo, come puoi non appassionarti a questa storia?

Agassi è un ottimo compagno di vita: fa ridere il suo imbarazzo, che a quasi 30 anni compiuti lo rendeva timido e impacciato al solo pensiero di parlare con Steffi Graf; ti fa incavolare quando regala punti agli avversari con quegli errori non forzati che spesso (troppo spesso) gli sono costati una finale. Ti commuovi con lui quando vince uno slam, perché sai quanto ha lottato per arrivarci, quanto ha sudato e quanto all’inizio non lo volesse, ma poi si. «Prima mi bastava non perdere, adesso voglio vincere». Agassi ha avuto il coraggio di toccare il fondo e risalire. È diventato numero uno del ranking e poi è sprofondato giù nella classifica ma, grazie anche alle straordinarie persone che lo affiancavano, ha ricominciato da zero, pur avendo ventisette anni. È ripartito dai challenger ed è tornato ai vertici della classifica ATP. È come nato due volte. Ed è e rimarrà un mito per tantissimi tennisti e per tantissimi lettori.

Questo libro è un compagno di vita. È uno dei pochi che rileggerei adesso. Anche due, tre volte. E che sono sicura non mi stancherebbe mai. 

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