Perché non dovete leggere “Ragazze elettriche” di Naomi Alderman (Nottetempo)

Il fatto che abbia vinto il Baileys Prize for Women’s Fiction 2017, che sia stato più volte definito un capolavoro della letteratura moderna che sembra già un grande classico, che Margaret Atwood gli abbia fatto da madrina (oltre ad aver fatto da mentore all’autrice e ad aver avuto l’idea del convento) e che presto ne sarà tratta anche una serie TV, vi ha convinti a mettere sul comodino l’ultimo romanzo di Naomi Alderman “Ragazze elettriche”?

Se siete ancora in tempo fermatevi. Ecco perché secondo me non lo dovete leggere.

  • Se pensate che, siccome parla di donne al potere, si tratti di un libro femminista vi sbagliate di grosso. Quelle raccontate in questo romanzo distopico, siano esse protagoniste principali o semplici comparse che rimangono sullo sfondo, sono donne crudeli, meschine, violente. All’inizio forse vi ci identificherete un po’, sarete curiose di scoprire come potrebbe essere avere “la matassa” e sentirete prudervi le mani. Magari vi verrà perfino il desiderio di provare a lanciare scariche elettriche di qua e di là, contro un fidanzato molesto o l’ennesimo palpeggiatore sull’autobus. O per vendicarvi contro chi ha ucciso vostra madre, come Roxy Monke, una delle protagoniste.
    Ma poi realizzerete che il genere non fa più differenza. L’ascesa delle donne diventerà tale e quale a quella degli uomini.

Agli uomini non è più permesso di guidare automobili.
Agli uomini non è più consentito di possedere aziende.
Agli uomini non è più permesso di riunirsi, nemmeno in casa, in gruppi più grandi di tre, senza una donna presente.
Agli uomini non è più consentito votare – perché i loro anni di violenza e indegnità hanno dimostrato che non sono adatti a prendere decisioni o a governare.
Una donna che colga un uomo a disubbidire a queste leggi in pubblico è non solo autorizzata, ma tenuta a punirlo immediatamente.

  • Se siete degli uomini, non so quanto sia il caso di avvicinarvi a queste pagine. Potreste rimanere suggestionati e fare incubi per molte notti di fila, al solo pensiero di vivere in un mondo comandato da donne. Soprattutto se le donne sono queste!

«Oggi promulghiamo questa legge, secondo la quale ogni uomo del paese sarà tenuto ad aver il passaporto e gli altri documenti ufficiali timbrati col nome della sua guardiana. Per qualunque viaggio sarà necessario un permesso scritto rilasciato da lei. Sappiamo che gli uomini fanno i loro intrighi e non possiamo consentire che si aggreghino in bande.

Ogni uomo che non abbia una sorella, una madre, una moglie o una figlia, o altre parenti presso cui registrarsi, ha il dovere di riferirlo alla stazione di polizia, dove verrà assegnato ai servizi sociali e dove sarà incatenato ad altri uomini per la protezione del pubblico. Qualunque uomo violi questa disposizione sarà soggetto alla pena capitale. […]»

  • Se credete ancora nelle favole con il lieto fine, questo non è proprio il libro per voi. Nonostante la componente fantascientifica sia elevata, poiché viene stravolta la prospettiva a cui siamo sempre abituati, e cioè quella che vede gli uomini primeggiare e le donne rimanere in disparte, deboli e succubi, la teoria del potere rimane sempre la stessa. Chiunque ne detenga lo scettro, sia uomo o donna, arriverà a utilizzarlo per scopi poco ortodossi, trasformando una rivoluzione in violenta sopraffazione.

La forma del potere è sempre la stessa: è infinita, è complessa, non smette di ramificarsi. È viva come un albero, e cresce; contiene se stessa, ed è una moltitudine. Le sue direzioni sono imprevedibili; obbedisce alle proprie leggi.

  • Se vi impressionate facilmente alla vista (o alla lettura) del dolore, forse non riuscirete ad affrontare certe pagine del libro, dove si descrivono vere e proprie torture ai danni degli uomini. Stupri di gruppo ad opera di ragazze sbronze che cercano di giustificarsi dicendo “se l’è cercata, alla fine gli piaceva”, ragazzi aitanti e muscolosi che camminano a testa bassa per non incrociare lo sguardo delle donne e si sentono braccati se si trovano a camminare in mezzo a un bosco, da soli. Se siete dei temerari, fatevi coraggio e provate a leggere quelle righe: vi suoneranno così tremendamente familiari, seppure a ruoli invertiti, che per un attimo non saprete distinguere con lucidità il mondo reale da quello inventato.

Ciò che è stato fatto quel giorno è senza senso. Non c’è un territorio da conquistare, o un torto specifico da vendicare, non ci sono nemmeno soldati da fare prigionieri. Uccidono i vecchi davanti ai giovani mettendogli le mani sulla faccia o alla gola, e una di loro mostra la sua speciale abilità nel procurare brutali effetti sulla carne usando la punta delle dita. Molte si prendono qualche uomo, e lo usano, o semplicemente ci si divertono. A uno offrono di scegliere tra tenersi le braccia oppure le gambe. Lui sceglie le gambe, ma loro violano il patto. Sanno che ciò che avviene lì non importa a nessuno. Non c’è nessuno a proteggere quella gente, e nessuno si preoccupa di loro

  • Se cercate un libro che vi faccia ridere (il tono della Alderman può sembrare a tratti ironico, ma più che da ridere viene da piangere solo a immaginare che si possa arrivare a vivere in un mondo così), che vi racconti una bella storia d’amore (l’unica effusione di affetto la troviamo alla fine del libro) o che vi sveli il segreto della felicità (il potere? la supremazia? l’affermazione di sé? la vendetta?), tornate in libreria e scegliete qualcos’altro. Qui troverete solo un romanzo di fantascienza, straordinariamente ben scritto, con commistioni di thriller psicologico e saggio di riflessione socio-politica.

Questi fatti accadono tutti in una volta. Questi fatti sono un unico evento. Sono il risultato inevitabile di tutto ciò che è successo prima. Il potere cerca il suo sbocco. Fatti come questi sono accaduti in precedenza; torneranno ad accadere. Fatti come questi accadono sempre.

Se, invece, siete proprio decisi a leggerlo, sappiate che a me è piaciuto un sacco, seppur mi abbia un po’ destabilizzata.

Rileggendo le frasi che ho sottolineato (davvero tantissime) a mente fredda, mi si raggela ancora il sangue e mi si contrae lo stomaco. Se ripenso alle scene più brutali ho quasi le lacrime agli occhi, ma non perché io mi sia schierata con la compagine maschile o voglia rinnegare le Ragazze Elettriche. Semplicemente perché, con un semplice giochetto linguistico, se sostituisco alla parola “uomini” la parola “donne” e inverto i ruoli, mi sembra di leggere una pagina di un quotidiano qualsiasi datata 2018. E tutto ciò è davvero molto, molto triste.

“Ragazze elettriche” di Naomi Alderman è così tremendamente (sur)reale che è stato il miglior libro che ho letto questo mese.

3 Comments

  1. Paolo

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