Libroterapia – Avere dei vicini

Se come me abitate in un condominio o in una palazzina di più appartamenti, dalle pareti molto sottili, sapete benissimo di cosa sto parlando. Avere dei vicini è bello, crea fiducia e sicurezza perché c’è sempre qualcuno a tenere d’occhio la tua casa, fa allegria quando c’è da festeggiare e non ci si sente mai soli, ma a volte è difficile conviverci.

Lo stesso problema che ho io (e che abbiamo in tanti) viene affrontato da Ella Berthoud e Susan Elderkin con una ricetta letteraria ad hoc.

rapporti di vicinato

Per chi raramente li ha incontrati – sul giroscale o nelle zone comuni che portano ai garage – l’obiettivo è quello di farvi socializzare di più. Magari non conoscerne i più intimi dettagli, ma almeno sapere come si chiamano, che lavoro fanno (chissà, potrebbe sempre tornarvi utile) e arricchire così la vostra vita di volti e personalità nuove. La cura? Una ventina di pagine al giorno del libro Se nessuno parla di cose meravigliose, romanzo d’esordio di Jon McGregor.

Per chi, invece, proprio non li sopporta, c’è Tim Winton. Il suo Cloudstreet vi aiuterà ad abbattere – più o meno metaforicamente – la recinzione che vi divide. Proprio come avviene tra i Pickles e i Lamb.

«La prossima volta che sarete svegliati dal figlio dei vicini che suona la batteria, pensate che noia sarebbe se non ci fossero».

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