Libroterapia – Abuso di droghe

Leggevo oggi un articolo su un famoso cantante che ha ammesso di aver fatto – e stare ancora facendo – uso di droghe pesanti. Ecco, anche l’uso (e ovviamente l’abuso) di queste sostanze è una “malattia” che si può cercare di curare con i libri. Non solo quelli, certo. Però magari leggere questi titoli aiuterà chi si trova in questa condizione a trovare la forza di volontà per uscirne.

Trainspotting di Irvine Welsh è forse più conosciuto nella sua versione cinematografica, che non in formato libro. Si tratta comunque di una «lettura raccapricciante, e spinge a pensare che sia meglio una bella crisi di astinenza, per disintossicarsi – o lasciar perdere fin dall’inizio».

L’assuefazione, però, spesso impedisce di rendersi conto di aver bisogno di aiuto. È quello che succede nel romanzo distopico di Aldous Huxley Il mondo nuovo, dove i due protagonisti sono l’esempio lampante di quello che succede quando si arriva al cosiddetto punto di non ritorno di una dipendenza.

Infine, Meno di zero di Bret Easton Ellis «parla del ruolo centrale della droga per una generazione caratterizzata dalla vicinanza a una cultura popolare nichilista».

Sì, insomma, se dipendenza deve essere, che sia dipendenza (sana) dai libri.

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