Libro mio, quanto mi costi

È di poche ore fa la notizia dell’approvazione da parte del Consigli dei Ministri di un piano di misure per favorire la diffusione della lettura in Italia, che comprende anche la detrazione fiscale per l’acquisto di libri. Una decisione storica, non c’è che dire, che non può che accendere la speranza di una maggiore consapevolezza sull’importanza della cultura.

detrazioni fiscali per acquisto libri

Con una spesa massima di 2.000 euro nell’arco dell’anno solare (di cui 1.000 euro per i libri scolastici) si potrà, conservando gli scontrini, beneficiare di una detrazione del 19% sulla dichiarazione dei redditi. Un po’ come già avviene con le spese mediche. L’iniziativa, preannunciata nei giorni scorsi dal ministro Flavio Zanonato, è stata confermata dal ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Massimo Bray, che ha così commentato: «Questa iniziativa ha un importante valore storico e simbolico che insieme al Piano della lettura si inserisce in un progetto strategico di diffusione dei libri, fondamentale per la formazione dei cittadini e per il rilancio della cultura».

Nonostante si tratti di una bella notizia, c’è qui giustamente osserva che, valendo solo per i libri cartacei e non per gli e-book, questa è più che altro una norma pro-librai e non pro-lettura. Molti i tweet in rete che hanno acceso la polemica e molti i lettori che sperano, almeno, nella riduzione dell’IVA sui libri digitali che, diversamente dai fratelli di carta, è al 22%.

A proposito di prezzi sono andata a ripescare un articolo del magazine culturale Finzioni.

Riportando i dati presentati al convegno “Il pricing è giusto?” svoltosi lo scorso 6 dicembre durante la manifestazione Più libri Più liberi, si scopre come l’assillante dubbio che ci tormenta ogni volta che dobbiamo acquistare un libro – meglio online, nelle grandi catene o nelle piccole librerie indipendenti? – ha una risposta ben precisa. Meglio nelle grandi catene.

Il prezzo del libro, pur essendo scritto sulla copertina, in realtà varia a seconda del canale di vendita e del supporto. Nel primo caso, come anticipavo sopra, le catene Feltrinelli, Mondadori, IBS ecc. sono la fonte giusta a cui puntare per far scorta di volumi: un po’ perché ci troviamo tutte le novità, un po’ perché sono sempre in agguato promozioni 3×2 e un po’ perché, complice la crisi, le piccole librerie indipendenti hanno dovuto ridurre le scorte in magazzino e spesso si “accontentano” di tenere pochi titoli, i più richiesti, sacrificando quelli con minor indice di rotazione.

A influire, però, è anche il supporto. L’indagine di Simon-Kucher & Partners rivela che i lettori di e-book accettano di acquistare libri digitali che costano circa 30% in meno rispetto al cartaceo, ma affermano che sarebbero disposti a pagare anche di più se questo offrisse contenuti davvero interessanti.

Alla luce di queste considerazioni – e della notiziona di oggi, sulla possibilità di detrarre le spese per i libri – non potete che continuare a sfogliare i post del blog, per cercare nuove idee per i prossimi acquisti in libreria. Ricordo che per ricevere tutti gli aggiornamenti direttamente sulla mail è possibile iscriversi attraverso il widget qui a destra, inserendo il proprio indirizzo di posta elettronica.

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