Libro del mese #Giugno: La mia Londra – Simonetta Agnello Hornby

la mia londraAutore: Simonetta Agnello Hornby
Titolo: La mia Londra
Genere: Letteratura italiana
Data prima pubblicazione: 2014
Casa Editrice: Giunti
Collana: Italiana
272 pagine
Prezzo copertina: 16,00 €
EAN 9788809786837

All’inizio ero un po’ scettica, perché io a Londra non ci sono mai stata e pensavo che non sarei riuscita ad apprezzare questo libro nel modo giusto. Dopo poche pagine mi sono dovuta ricredere: mi è piaciuto davvero molto. Simonetta Agnello Hornby ha la capacità di farti sentire a casa, in qualsiasi luogo. Ti rende familiare anche una città che non hai mai visto, ti porta in giro con sé su ponti, strade e quartieri e ti svela angoli nascosti che nessuna cartina per turisti si sognerebbe mai di segnalare.

Tornando al libro ecco che, sbarcata dall’aeroporto di Heathrow appena diciassettenne, Simonetta si incammina tra gli aliens – gli stranieri, alla scoperta di una città che diventerà poi la sua seconda casa. I primi giorni fa la turista e la visita alla National Gallery è decisamente significativa. «Un piccolo dipinto vicino a una porta attirò la mia attenzione, mi sembrava di conoscerlo. Era un Antonello da Messina, San Girolamo nello studio – il santo era seduto sul suo scranno, sereno, concentrato, in compagnia dei suoi libri e di un leone scodinzolante. Gli inglesi avevano comprato il quadro del mio conterraneo, e per questo all’improvviso li trovai simpatici. Da allora, a Londra non mi sono mai sentita fuori posto o non voluta.»

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La città, con 8,5 milioni di abitanti per il 44,9 per cento bianchi e cittadini britannici, accoglie 50 gruppi etnici diversi e vi si parlano più di 300 lingue, ma non ha perso la sua personalità.

«A Victoria Station l’autobus si riempì di anziani, cioè quelli dai quaranta in su. Eccoli, i veri inglesi! Uomini biondicci e pallidi, in doppiopetto e bombetta, donne slavate in abiti e cappellini decisamente brutti e scarpe goffe.»

Ogni capitolo è aperto da una citazione di Samuel Johnson, padre dell’Illuminismo inglese, che Simonetta usa come suo Cicerone personale, alla scoperta di questa città.

«Londra è una città mostruosamente grande: a volte è una sensazione opprimente, a volte no. Ha parchi che sembrano laghi e ricordano il territorio paludoso della piana del Tamigi prima che fosse arginato, costellata di isolotti che spuntavano tra le acque del fiume dal fondo basso e sabbioso. Paseggiando per le strade, i giardini e le piazze, questa immensità quasi non la percepisco: sono attratta dalle stradine, dai vicoli, dai portici delle case e finisco per convincermi – sbagliando – che quel microcosmo è la vera Londra.
Mentre è semplicemente la mia Londra.»

Tra le righe, tra aneddoti di vita e racconti di famiglia, l’autrice ci consiglia luoghi da visitare, che a lei sono rimasti nel cuore: dal mercato di Electric Avenue a Brixton, ai pub londinesi come il George Inn, sulla Borough High Street dove andava con il marito e i figli, dalla passeggiata lungo il South Bank, da Westminster Bridge a Tower Bridge, a quella da Ashley Gardens al Parlamento.

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Photo: missowl.com/

E poi il sabato non si può mancare all’appuntamento con il mercato di Brick Lane, nell’East End, mentre la domenica è consigliato quello in Columbia Road, ad Hackney. Così come il primo giovedì del mese è d’obbligo la tappa al Sir John Soane’s Museum a Lincoln’s Inn Field, quando l’intero edificio è illuminato soltanto da candele.

Infine non poteva mancare, in appendice, una miniguida ai ristoranti preferiti dalla scrittrice, con una breve recensione del locale e della cucina che vi potete trovare.

Questo libro mi ha davvero stupita, tanto che l’ho raccontato anche a Susanna e Clara e a tutti gli ascoltatori di RadioSapienza, qualche giorno fa. Mi ha entusiasmato come pochi, mi ha coinvolto e mi ha tenuta attaccata alle pagine con una sete di curiosità che da tanto non provavo, per un libro che non può essere definito un vero e proprio romanzo, ma che è più un mix tra autobiografia e guida turistica. Ho imparato qualcosa di più sugli inglesi a tavola, sulle loro tradizioni, sul loro rapporto con la religione e con l’immigrazione straniera, e ho visitato virtualmente la città come mai avrei potuto. Ora mi manca solo una cosa: ripercorrere parte di quelle strade e visitare chiese, mercati, librerie, parchi e musei che tanto hanno colpito Simonetta e sentirmi anch’io, in quei luoghi, come se fossi a casa.

Voi siete mai stati a Londra? Qual è la zona che più vi è piaciuta? Cosa mi consigliate di andare assolutamente a visitare?

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