Library of Congress

È la più grande biblioteca del mondo, con 128 milioni di documenti conservati, e si trova in una delle città più belle del pianeta: Washington, DC. È la Library of Congress (LOC), la biblioteca nazionale degli Stati Uniti. Il patrimonio culturale in formato digitale, qui conservato, si aggira sui 422 terabyte di memoria (per capire l’entità di questi numeri pensate che 1 TB può essere immagazzinato in 1400 CD-Rom o 212 DVD).

La storia

Istituita nel 1800, inizialmente era ospitata nel palazzo del Campidoglio poi (1814), dopo l’incendio appiccato dalle truppe inglesi, Thomas Jefferson – a quell’epoca non più presidente – offrì la propria collezione personale di 6.487 volumi come sostitutiva, per colmare il buco lasciato dai 3.000 libri bruciati. Qui si sono poste le basi per la ricostruzione, sfruttando lo stesso concetto usato da Jefferson per creare la propria biblioteca: l’universalità del sapere, sia per quanto riguarda gli argomenti sia per quanto riguarda le lingue in cui essi sono trattati. Proprio al presidente è intitolato l’edificio principale che ospita la biblioteca, il Thomas Jefferson Building, tra Independence Avenue e East Capitol, al quale si affiancano il John Adams Building e il James Madison Building. Purtroppo il fuoco, nemico n. 1 dei libri, colpì di nuovo e nel 1851 andarono persi altri 35.000 volumi, oltre a quadri e statue.

Visite e consultazione

L’accesso alla biblioteca è pubblico. Per entrare occorre una Reader Identification Card, rilasciata a tutti gli individui maggiorenni che ne fanno richiesta, con la presentazione di un documento d’identità valido e riconosciuto.

In biblioteca trovi anche la musica

È di alcuni giorni fa l’ufficializzazione di altre 25 canzoni, pubblicate da almeno 10 anni, che entrano di diritto a far parte del patrimonio musicale nazionale e degli archivi della LOC. Dopo un sondaggio con votazione online, tra le altre sono state inserite nell’elenco (che conta 400 brani, dal 1896 al 1994) l’Hallelujah di Jeff Buckley, l’album The Joshua Tree degli U2 e il singolo Fortunate Son dei Creedence Clearwater Revival.

Del National Recording Registry fanno già parte anche altre canzoni famose: Vesti la giubba del tenore Enrico Caruso, You’re the Top di Cole Porter, White Christmas di Bing Crosby, Straighten up and fly right di Nat King Cole, Songs for young lovers di Frank Sinatra, At last di Etta James, Oh, pretty woman di Roy Orbison, (I can’t get no) Satisfaction dei The Rolling Stones, l’album Sound of silence di Simon and Garfunkel, Respect di Aretha Franklin, St. Pepper’s lonely hearts club band, l’album del 1967 dei Beatles, così come gli album At Folsom prison di Johnny Cash, The dark side of the moon dei Pink Floyd, Nevermind dei Nirvana, Graceland di Paul Simon e Thriller di Michael Jackson. Ma la lista ne comprende davvero tanti altri. L’elenco delle 25 new entry lo trovate qui mentre a questo link potete scorrere l’elenco completo.

Classificazione

Per i più esperti in materia, la Library of Congress usa una classificazione particolare (non la solita DDC – Dewey Decimal Classification), nominata appunto Library of Congress Classification, utilizza da biblioteche universitarie e centri di ricerca.

Visite guidate e online tour

Nella sezione dedicata ai visitatori, sul sito istituzionale www.loc.gov, potete conoscere gli orari destinati alle visite guidate: se vi trovate da quelle parti sarebbe un peccato non fare un giro. In alternativa potete seguire un tour virtuale attraverso foto e immagini dell’edificio e del patrimonio in esso contenuto. Qui sotto un assaggio.

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