Le ragazze rubate – Jennifer Clement

le ragazze rubateAutore: Jennifer Clement
Titolo: Le ragazze rubate
Titolo originale: Prayers for the Stolen
Genere: Letteratura straniera
Data prima pubblicazione: 2014 (in Italia nel 2014)
Casa Editrice: Guanda
Collana: Narratori della Fenice
259 pagine
Prezzo copertina: 16,50 €
EAN 9788823506855

Ladydi, la protagonista, forse non esiste, o forse semplicemente non si chiama così. Ma la sua storia è vera, e purtroppo è la storia di tante ragazze che in Messico vivono nella paura di essere rapite. Rubate alla famiglia, alla loro adolescenza, ai loro sogni. Diventano giocattoli nelle mani dei narcotrafficanti, marchiate a fuoco per indicarne la proprietà, seviziate, costrette a diventare donne in poco tempo e poi buttate, quando non servono più.

Il villaggio di Guerrero dista solo pochi chilometri dalle ville e dalle spiagge di Acapulco, ed è abitato da sole donne. Gli uomini se ne sono andati, emigrati negli States in cerca di fortuna. Nessuna arma di difesa, nessuno che le protegga: l’unico modo che le madri hanno per difendere le loro figlie è scavare delle buche in giardino dove nasconderle, appena sentono arrivare i Suv sullo sterrato. E passare la giornata a imbruttirle.

«Adesso ti facciamo diventare brutta, disse mia madre. Fischiettava. La sua bocca era così vicina da soffiarmi la saliva sul collo. Sentivo l’odore della birra. Guardai nello specchio mentre mi passava un pezzo di carbone sulla pelle. La vita è dura, sussurrò. […] In Messico essere brutta è la cosa migliore che possa capitare a una bambina».

Poco o niente servono questi trucchetti (vestiti da maschio, denti colorati di nero per fingere carie, capelli trasandati) se sei bella come Paula. La giovane ragazza viene infatti rapita dai narcos e ricompare, poco dopo, portando sul corpo e nell’anima, i segni delle torture.

Anche Ladydi vive la sua dose di esperienze forti, non tra le grinfie dei trafficanti ma nel carcere di Acapulco, dove viene rinchiusa per un crimine che non ha commesso, e dove incontrerà altre donne e altre ragazze, vittime come lei della criminalità organizzata.

Mentre leggi queste pagine, da cui difficilmente riesci a staccarti per più di 10 minuti, non puoi non ringraziare Dio – o chi per esso – per averti fatto nascere qui e non là. E un po’ provi pena per loro ma anche per te, perché tutto il nostro imbellettamento, i trucchi, i vestiti, gli atteggiamenti tipici delle adolescenti che imparano a conoscere il loro corpo e a farsene un vanto, loro non sanno neanche cosa sia.

A Jennifer Clement va detto grazie, infinitamente grazie, perché ci ha svelato un lato del mondo che troppo spesso viene taciuto. Spesso siamo noi che nascondiamo la testa in una buca, per non vedere, non sentire. Ma la verità è che sono più di 40mila i bambini e le bambine che ogni anno vengono rapiti in Messico, per essere sfruttati dai cartelli della droga. E l’abilità narrativa con cui l’autrice ci fa conoscere questa dura, triste e violenta realtà vale più di mille documentari. La sua scrittura poetica, semplice e ammaliante rende il libro davvero piacevole, nonostante i temi trattati non lo siano per niente.


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