[Grandi classici] La metamorfosi – Frank Kafka

la metamorfosiAutore: Frank Kafka
Titolo: La metamorfosi
Titolo originale: Die Verwandlung
Genere: Letteratura straniera
Data prima pubblicazione: 1915 (in Italia nel 1934)
Casa Editrice: Einaudi
Collana: ET Classici
74 pagine
Prezzo copertina: 7,50 €
EAN 9788806191672

L’ho letto più volte, a distanza di tempo, ma ho sempre avuto una sensazione di ribrezzo nel cercare di figurarmi Gregor Samsa che si sveglia un mattino e scopre di essere uno scarafaggio. Non amo molto gli insetti, per non dire che li odio, e questo libro è sempre un po’ difficile da affrontare, per me. Non nego, però, che si tratti di un vero e proprio capolavoro della letteratura straniera; se si riesce ad andare al di là dell’apparente ripugnanza e si scava nella metafora della metamorfosi, si scopre quanto geniale e sublime sia stato Frank Kafka.


Chi conosce il suo stile, conciso ed essenziale, non si meraviglierà di rimanere invischiato tra le pagine. L’autore boemo non dà mai un giudizio palese, non si schiera dalla parte di uno o di un altro personaggio, ma lascia spazio alle riflessioni e all’immaginazione al lettore. L’abilità narrativa è evidente, sia per quanto riguarda l’invenzione di personaggi “insoliti” – che prendono comunque sempre spunto dalla realtà – sia nelle descrizioni di scene molto coinvolgenti. La tecnica della metafora, che sta alla base di tutto il romanzo, è un espediente molto comune tra gli scrittori, ma qui viene utilizzato in maniera del tutto originale. Si dice che lo stesso autore si sia identificato in Gregor Samsa e abbia utilizzato questo personaggio per raccontare il suo stato d’animo.

Gregor lavora per ripagare i debiti del padre e mantenere la sua famiglia, da cinque anni non si prende un giorno di ferie o un momento per sè. Con il passare del tempo il lavoro inghiotte tutto il suo tempo ed egli non ha più né svaghi né solidi rapporti umani; il giovane diviene schiavo dell’azienda e della famiglia, prigioniero della sua camera, privato anche della facoltà di parola. Ciò viene abilmente raccontato attraverso la trasformazione, improvvisa e inaspettata: svegliandosi un mattino, Gregor si ritrova scarafaggio. A questo punto egli non è più un essere umano, bensì un rifiuto prodotto dalla società, una vittima incapace di reagire. Analizzando i comportamenti di Gregor e cercando di capire come un uomo possa diventare un insetto, si comprende la sottile psicologia kafkiana. Il difficile rapporto che lega padre e figlio è il tema cardine di tutto il romanzo: Samsa si sente parassita e persecutore, ma i veri parassiti sono i familiari, mentre lui è una vittima, totalmente dipendente dagli ordini paterni. Il legame che unisce Gregor alla famiglia è fortissimo, ma viene vissuto come una costante oppressione.
Gregor è cresciuto senza un vero amore, senza divertimenti e distrazioni, senza emozioni: che senso ha la sua vita? Egli è oramai un insetto da eliminare, e solo con la morte la sua esistenza potrà ottenere un (seppur triste) significato: l’intera famiglia verrà così liberata da una grande sventura e potrà finalmente ritrovare la pace.

Con questo libro Kafka vuole comunicare al mondo la sua opposizione all’ordine oppressivo della famiglia, di cui lui stesso è stato vittima. Attraverso questo racconto esprime tutto il suo disagio e la sua ostilità nei confronti di una figura paterna troppo autoritaria, sottolineando i problemi sociali di inizio Novecento come la solitudine, l’abbandono, la mancanza d’integrazione con la comunità e l’emarginazione del “diverso”.

Seppur breve (neanche 100 pagine) La metamorfosi è un romanzo complesso e molto profondo. A voi cosa ha lasciato?

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