[Incipit] E se poi mi innamoro, pazienza

e se poi mi innamoro pazienza

Ho bevuto troppo Franciacorta. Da un certo punto in poi mi sono persino accorta di avere esagerato. L’intento era quello di berne il giusto per rilassarmi, per socializzare, per non soffrire l’inquietudine di non conoscere quasi nessuno. Volevo evitare che mi prendesse una paralisi per aver dimenticato il nome di un collega. Non mi è mai accaduto, per inciso, di farmi prendere da paralisi, intendo; di aver dimenticato i nomi invece sì, mi è accaduto eccome.
Dei trenta presenti in sala ne conosco solo quattro. Il Franciacorta mi pareva una bella idea, o forse era Cartizze, non mi ricordo.
«Carlotta, tutto bene? Ti vedo e non ti vedo.»
La voce di Silvia mi scuote. Sto per versarmi un goccio d’acqua mentre le dico che sì, a parte che sono completamente sbronza, sto bene.
«Vuoi che usciamo a prendere una boccata d’aria?» chiede lei gentile.
Annuisco, mi farà bene uscire un pochetto.
Fabrizio Marchi, il mio capo, usa organizzare questo genere di cene ogni anno in estate, mentre tutti i normali datori di lavoro le fanno a Natale o su di lì; lui, per esigenze lavorative, la organizza sempre in luglio.


Autore: Erika Favaro
Titolo: E se poi mi innamoro, pazienza
Genere: Letteratura italiana
Data prima pubblicazione: 2014
Casa Editrice: Piemme
210 pagine
Prezzo copertina: 12,90 €
EAN 9788856632606

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E se poi mi innamoro, pazienza

Sinossi:

Carlotta ha 26 anni, vive a Venezia, lavora come commessa in una gastronomia ed è afflitta da pigrizia cronica. Lei non è che odi il lunedì… odia tutti i giorni della settimana, se sono lavorativi. Il suo sogno (nonché proposito per l’anno nuovo) è quello di farsi licenziare. Tanto, tra liquidazione e sussidi di disoccupazione, per un po’ riuscirebbe a campare. L’ideale, poi, sarebbe trovare un uomo affidabile e benestante che potesse mantenerla. Che non sarebbe neanche un mantenimento gratis: lei si impegnerebbe a essere una fidanzata perfetta! Quando incontra Felix, durante una breve vacanza con amici, capisce che potrebbe essere quello giusto. Sempre che la sua proverbiale pigrizia non le giochi brutti scherzi.

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