Il secondo momento migliore – Valentina Camerini

il secondo momento miglioreAutore: Valentina Camerini
Titolo: Il secondo momento migliore
Genere: Letteratura italiana
Data prima pubblicazione: 2014
Casa Editrice: Feltrinelli
Collana: I narratori
275 pagine
Prezzo copertina: 16,00 €
EAN 9788807030956

Ecco, Valentina, ci sei andata vicino a “vincere” il titolo di libro del mese. Ma poi è arrivato Dicker, che è un bel ragazzo e ha scritto un libro strepitoso… Merita un secondo posto che vale quasi quanto il primo, questo libro di Valentina Camerini.

Vi confesso che appena ho finito di leggere Il secondo momento migliore ho scritto all’autrice. Ecco la mail:

valentina camerini

Da qui ne è nata una chat su Facebook e tanti progetti sono entrati in ballo. Chissà se un giorno riusciremo a incontrarci, chissà se coronerò il mio sogno di presentare il suo libro. Per ora mi limito a consigliarvelo caldamente.

È un tuffo nel passato, in cui tutti ci possiamo riconoscere. Un viaggio a ritroso nella nostra adolescenza, con le prime esperienze, le “prime volte”, le vacanze all’avventura, le amicizie nate per caso (che sono poi quelle che durano di più), la maturità – in senso scolastico e in senso caratteriale – la famiglia, i figli. E poi c’è la vita, con cui torni sempre a fare i conti.
Leggi le pagine e cresci assieme ai protagonisti: a Bronson, ad Alberto e a Virginia. Vivi con loro la malattia, le crisi coniugali dei genitori, le delusioni d’amore.

Tutto nasce con una bravata, una prova d’amore scritta a caratteri cubitali, che vale ad Alberto Kauffman una punizione: aiutare il compagno Emilio Bronsini a non essere bocciato. Non che questo abbia dei ritardi mentali o poca voglia di fare, è solo che la malattia da cui è affetto (un tumore al cervello, ndr) fa sì che lo studio non sia la prima cosa a cui pensa in quello che potrebbe essere l’ultimo giorno della sua vita.

Valentina è proprio brava a farci immergere nella storia, a farci sentire il quarto elemento del gruppo. Ha una scrittura scorrevole, fluida, divertente. Ha scelto di scrivere dal punto di vista di un ragazzo, e questo per una donna non è facile.

«È proprio così: le cose sembrano più vere, quando le dicono gli altri».

Una delle cose che mi sono piaciute di più sono i titoli delle canzoni che identificano ogni capitolo. Sono le canzoni di una generazione (la mia) e non sono mai scelte a caso. Creano una colonna sonora bellissima, che vi accompagna nella lettura. Avete presente quando guardate un film e durante una scena clou in sottofondo c’è sempre la canzone giusta? Ecco, tutto il libro di Valentina è così. Tante scene clou, e sempre le canzoni migliori sotto.

E poi ci sono gli elenchi di cose: i capi di abbigliamento più IN tra i coetanei, tutti gli incarichi “umanitari” ricoperti da sua madre, una lista delle cose che Alberto fa durante un giorno che sembra qualunque ma non lo è. È un modo di parlare al lettore così diretto e così coinvolgente, che davvero non ce la fai a staccarti da quelle pagine.

È come se scorressi tra le righe aspettando che succeda qualcosa, e tu sai già cosa; ogni volta che Emilio fa la sua comparsa ti aspetti che glielo dica, perché anche se nel romanzo non è ancora stato detto/scritto nulla, tu hai già capito tutto. Ma è il tuo, anzi il vostro segreto. Butti gli occhi giù di qualche riga, perché speri di cogliere al volo la parola che svela tutto, ma è solo quando arrivi a pagina 263 (a sole 25 dalla fine) che i tuoi presagi sono confermati. E allora dici: «No, non è giusto!». Perché è questo che diciamo tutti, in questi casi. Avresti voluto sbagliarti, avresti voluto non succedesse nulla a pagina 263, che rimanesse bianca, o addirittura non esistesse. “Omissione di stampa” – “Pagina non trovata”. Così ti saresti potuto arrabbiare con lo stampatore, con l’editore, e avresti scritto una recensione piatta su un libro mediocre.

«La verità è che la vita è un lungo romanzo di cui siamo protagonisti, che ci scriviamo da soli giorno dopo giorno. Solo che scrivere una storia interessante non è semplice e molti finiscono per riempire le proprie pagine di eventi poco interessanti e scene insignificanti. Studi, lavori, t’innamori, frequenti persone, fai delle cose. Non sei tu che scegli, è la vita che ti trascina e tu avanzi provando a tenere una rotta, spesso tentando solo di non affondare. Vedere Bronson mi aveva aperto gli occhi. La mia sarebbe stata un’altra storia. […]
Così ho scritto questa storia. Se la vita è un romanzo mal scritto, io non so quanto lontano è il mio ultimo capitolo. Perché non voglio scoprire un giorno, troppo tardi per rimediare, di non essere un uomo all’altezza dei propri sogni.»

Avresti preferito che Valentina avesse finito la penna, avesse perso l’ispirazione e fosse rimasta senza parole per il finale. Avresti voluto criticarla come una scrittrice così-così, e invece ti trovi a elogiarla con tutte le parole che ti vengono in mente, perché anche se non ha scritto il libro che vincerà il Pulitzer (solo perché è italiana, se no chissà…) ha scritto una storia comune quanto originale, con uno stile fresco e profondo insieme. Valentina ce l’ha fatta, o l’ha fatto fare ad Alberto: ha scritto «un romanzo forte e commovente, una cosa da scuoterti per l’emozione».

Quando arrivi alla fine, capisci il significato del titolo del libro e resti lì a osservare il volume (o l’e-reader) non ancora ben consapevole se Alberto, Virginia e Bronson sono personaggi reali o no, perché li conosci così bene che potrebbero essere tuoi amici da sempre.

«Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa, il secondo momento migliore è adesso.»

E per voi, qual è stato #ilmomentomigliore della vita?

2 Comments

  1. Avatar vale camerini
    • Beatrice admin

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