Libro del mese #Luglio: Follia – Patrick McGrath

Magnetico. È con questo aggettivo che voglio descriverlo. Follia di Patrick McGrath è un libro-calamita, che ti attira a sé con una sinossi asciutta e ti tiene attaccato con una forza tale che finirlo è quasi un peccato. Perché sai che faticherai a trovarne subito un altro che possa anche solo esservi paragonato. È vincitore incontrastato del titolo di “libro del mese”.

Mi è capitato sul comodino dopo quel famoso “sondaggio” su Facebook sui libri che parlano di amori introspettivi e tormentati a cui avevo anche dedicato un post. Non avevo neanche letto – come è mia abitudine – la trama, mi ero lasciata colpire dagli innumerevoli giudizi positivi che avevano scatenato in me la curiosità di sapere cosa potessero contenere di così bello e memorabile quelle poco meno di 200 pagine.

Non ci è voluto molto, a capirlo.

La storia viene raccontata a ritroso, con un accavallarsi di flashback e passaggi enigmatici di cose non dette da un narratore che è anche un personaggio interno alla vicenda.

Le storie d’amore catastrofiche contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni. Si tratta di relazioni la cui durata e la cui intensità differiscono sensibilmente, […] (questa è) la storia di due amanti maledetti che sfidano il disprezzo del mondo in nome di una grande passione.

Non voglio dilungarmi sugli aspetti paratestuali, ma nemmeno svelarvi troppo di quello che accade. Vi basti sapere che gran parte degli avvenimenti si svolgono in una casa circondariale, negli anni Sessanta, e la protagonista principale del romanzo è Stella, la moglie del vicedirettore della struttura, infatuatasi di un paziente uxoricida. Il sentimento a cui si riferisce il titolo lo scoprirete strada facendo, perché questo vero e proprio page turner non vi lascerà molti momenti liberi. Ma sarà difficile anche per voi, come lo è stato per me, capire se questa follia sta tutta e sola nell’amore tra i due o si espande anche un po’ più in là.

Le donne romantiche, riflettei: non pensano mai al male che fanno in quella loro forsennata ricerca di esperienze forti. In quella loro infatuazione per la libertà.

Si tratta di un romanzo psicologico narrato con l’occhio clinico dello psichiatra, che sonda gli angoli più nascosti della mente e dell’inconscio, arrivando quasi – verso la fine – a una vera e propria autoanalisi. Perché si sa, il primo paziente di ogni psichiatra è prima di tutto se stesso.

Nell’ipotetica lista dei 100 libri da leggere almeno una volta nella vita, io ce lo inserirei. E voi?

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