Elaborazione del lutto: tutti abbiamo bisogno di un’Option B

Un lutto, un fallimento, un abuso: sono tantissime, purtroppo, le situazioni che possono farci crollare il mondo addosso. Rialzarsi è difficile, a volte sembra impossibile. Chi meglio di qualcuno che ci è già passato può darci sostegno e speranza?

Sheryl Sandberg, Direttore Operativo di Facebook, ha perso il marito improvvisamente e ha voluto condividere con noi la sua esperienza dolorosa, spiegando come esista sempre una seconda chance, nella vita.

 Option B è, infatti, il titolo del suo ultimo libro, scritto a 4 mani con Adam Grant, psicologo e docente dell’Università della Pennsylvania. Negli USA è stato subito un successo e in Italia lo trovi pubblicato da Harper Collins Italia.

Sheryl Sandberg non è un’autrice di professione, almeno non di romanzi o racconti. All’attivo ha già un bestseller Lean In, con il quale ha voluto incoraggiare le donne a emanciparsi e a lottare per realizzarsi professionalmente, senza dimenticare la famiglia. Puoi leggere la mia recensione sul blog delle Girl Geek Dinners di Verona.

Per farti capire il genere, ecco il suo discorso a un TED di qualche anno fa.

Lei è l’esempio perfetto di questa condizione femminile a cui tutte aspiriamo: donna di successo, madre di 2 figli e moglie di un uomo che la ama e la rispetta. La morte improvvisa del marito, a causa di un’aritmia cardiaca, però, manda in frantumi tutto.

Sheryl si trova persa, annegata in un mare di dolore, soffocata dal senso di colpa (“perché lui e non io?”) e con una vita completamente stravolta.

Difficile, dolorosissimo, dare l’annuncio ai figli e vedere il loro strazio, sentire le loro grida, pensare che cresceranno senza un padre.

Ha passato giorni interi senza capire chi era, cosa ne sarebbe stato della sua famiglia, come (e quando) ne sarebbero usciti. Tutti aspetti collegati alle 3 P teorizzate dallo psicologo Martin Selingman, quei 3 ostacoli che impediscono di uscire dal lutto:

  • personalizzazione: sentirsi in colpa per quello che è successo
  • pervasività: credere che il dolore intaccherà ogni ambito della propria vita e ci impedirà di fare qualsiasi cosa
  • permanenza: pensare che sarà infinito e non passerà mai

Poi, grazie all’aiuto dell’amico Adam Grant, ha capito che la rinascita è possibile, Per affrontarla, però, come per una sfida sportiva, bisogna allenare un “muscolo” che in questo caso è quello della resilienza. Tutti ce l’abbiamo ma fino a quando non ci serve realmente non sappiamo come usarlo.

definizione resilienza

Iniziando da piccole azioni quotidiane, come appuntare ogni sera su un foglio le 3 cose che si sono fatte bene e arrivando poi a tenere un vero e proprio diario, Sheryl Sandberg è riuscita a placare la disperazione.

Se prima evitava di parlare con i figli del marito/padre, addirittura non facendo più certe cose che potevano riportare alla mente il suo ricordo, poi ha capito che ciò non sarebbe servito a lenire il loro dolore. Anzi, l’avrebbe addirittura enfatizzato. Per questo Dave fa ancora oggi parte della loro vita.

Dimenticare per forza qualcuno non è la soluzione giusta per elaborare la perdita.

Il libro si apre davanti ai nostri occhi proprio come una sorta di diario, diviso in capitoli anziché in giorni, ed è pieno di indicazioni e strumenti utili per cogliere ciò che di buono la vita ci riserva, anche in momenti come questi.

Oltre alla sua esperienza diretta, Sheryl ha raccolto testimonianze ed esempi che l’hanno aiutata a prendere coscienza della situazione e ad affrontarla nel migliore dei modi. Da qui è nata poi l’idea di creare una vera e propria fondazione optionb.org, dove chiunque può raccontare la sua esperienza e condividere il suo dolore.

Option B è un bell’esempio di scrittura come forma di sostegno. Non solo l’aver scritto il diario, ma il libro in sé ha aiutato Sheryl Sandberg (e migliaia di persone che l’hanno letto) ad affrontare con più serenità e coraggio un momento davvero difficile.

Se ti trovi ad affrontare una situazione particolarmente dolorosa, o conosci qualcuno che non sa come uscirne, ancora una volta c’è un libro che ti può salvare.

Se l’argomento ti interessa, ecco altri libri che ho letto, nei quali la scrittura è servita (anche) per superare il dolore:

 

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