Book-nomination: ubriachi di cultura

Chi frequenta il web con assiduità si sarà imbattuto, di recente, in quei video senza senso dove dei ragazzi si filmano con la webcam o con lo smartphone mentre tracannano alcolici tutto d’un fiato “nominando” amici e conoscenti. È la nuova trasgressione digitale con la quale i giovani cercano affermazione, gloria e un minuto e mezzo scarso di successo, meglio conosciuta come neknomination. Ma per fortuna in questa gioventù bruciata (in tutti i sensi) c’è chi si salva e gira la provocazione dandole un risvolto molto più culturale. È la mania della booknomination.

booknomination

Per stare al gioco bisognerebbe filmarsi, mentre si legge un passo di uno dei propri libri preferiti, ma per allargare la cerchia e coinvolgere anche i più timidi è sufficiente taggare dai 3 ai 5 amici su Facebook (e chi più ne ha più ne metta), citando una o più frasi dell’autore che più si ama o della storia nella quale più ci si  riconosce.

Il primo a esporsi è stato un ragazzo di Bologna di nome Diego e da allora (pochi mesi fa) sono molti quelli che l’hanno seguito. La sua citazione è tratta da Soffocare di Chuck Palahniuk e dice «Possiamo passare la vita a farci dire dal resto del mondo cosa siamo: sani di mente o pazzi, stinchi di santo o sessodipendenti, eroi o vittime, oppure possiamo scegliere da noi. E forse inventare qualcosa di meglio è proprio il nostro compito». Un ottimo inizio, non vi pare?

Beh ora tocca a voi. Qual è il brano che più vi rappresenta? Scrivetelo nei commenti e postatelo su Facebook, taggando amici che accetteranno il gioco e proseguiranno la catena.

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