Arriva su Sky la serie tv di Gomorra

«Ci sono luoghi dove il male ha un nome antico come la Bibbia. Le colpe dei padri ricadono sui figli. Sangue chiama sangue. Il male è tra noi».
Si apre con queste parole il trailer di Gomorra. La serie, una tv series di 12 episodi di 50 minuti l’uno in onda da domani su Sky Atlantic HD, ispirati al romanzo di Roberto Saviano.

Il prossimo 6 maggio, sul nuovo canale Sky Atlantic HD, andrà in onda la prima puntata della serie tv ispirata al romanzo sulla camorra scritto da Roberto Saviano, che ha fatto e fa ancora parlare. La regia è stata affidata a Stefano Sollima, che ha già avuto esperienze di successo con la serie di Romanzo Criminale e il film ACAB con Pierfrancesco Favino. A supervisionare la sceneggiatura lo stesso autore napoletano, che già aveva partecipato alla ri-scrittura del copione per il film di Matteo Garrone, sempre ispirato al suo libro, con cui la serie tv però non ha niente a che vedere.

L’obiettivo di Saviano, come spiega chiaramente in un’intervista, è che «queste storie possano arrivare il più lontano possibile così da far comprendere che una serie, un libro, insomma un’opera d’arte può davvero mutare il corso delle cose quando innesca empatia: questo problema è un problema che riguarda tutti, così come le soluzioni».

La trama della serie si discosta, però, da quella del libro di Saviano: gli episodi racconteranno le vicende di due famiglie camorriste rivali, i Savastano e i Conte, che si contendono il mercato della droga, gli appalti truccati e i traffici illeciti dei rifiuti. Nel cast un mix di attori emergenti e professionisti: Marco d’Amore, Fortunato Cerlino, Salvatore Esposito, Maria Pia Calzone, Domenico Balsamo e Marco Palvetti.

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All’estero si registra una grande attesa per questo nuovo progetto e il successo è già arrivato prima ancora della messa in onda. Dopo la presentazione al MipCom di Cannes – il mercato internazionale per la compravendita dei diritti televisivi – la serie prodotta da Sky e realizzata con Cattleya, Fandango, La7 e Beta Film, è già stata acquistata da Germania, Scandinavia, America Latina, Gran Bretagna, Norvegia e Stati Uniti.

Nel Bel Paese, invece, soprattutto nelle zone di Scampia e Secondigliano, interessate direttamente dalle vicende narrate e location delle riprese, si accende la polemica. La Cooperativa (R)esistenza Anticamorra e altre associazioni del luogo hanno dichiarato sul web le loro perplessità.
«La verità è che queste produzioni televisive lucrano su Scampia esattamente come la criminalità. La camorra però almeno sappiamo che è il nemico da combattere mentre queste realtà televisive si presentano con le facce belle del cinema, offrono prospettive di riscatto ai giovani del territorio, fanno fare la comparsa a qualche disoccupato e poi scompaiono nel nulla lasciando il quartiere in uno stato di degrado sempre peggiore. Inoltre promuovono in Italia e all’estero una immagine mostruosa di un territorio che invece ha voglia di riscatto e non merita di essere rappresentato solo come il centro di ogni attività criminale a Napoli». Sono le parole di Don Manganiello a Il Mattino.

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