I cowboy non mollano mai

Come mai, Tieni il tempo, Gli anni, Sei un mito, Nessun rimpianto, Come deve andare, La dura legge del gol, Rotta per casa di Dio, Nord Sud Ovest Est… Cosa vi fanno venire in mente questi titoli? Ancora non l’avete capito? E se vi dico che Hanno ucciso l’uomo ragno???

novità editoriali

Immagino ora sia tutto più chiaro. Stiamo parlando di Max Pezzali. Il cantante pavese esce domani nelle librerie con la sua biografia I cowboy non mollano mai (edizioni ISBN, prezzo di coperta 13,60 €). E se dei successi musicali citati sopra vi ricordate almeno un ritornello, direi che questa è la lettura che fa per voi. Max ripercorre assieme ai lettori tutta la sua vita, dagli esordi nel punk al grande successo degli 883, dalla paternità al programma Le strade di Max, in sella alla sua inseparabile Harley Davidson, in un ritratto che è quello di un’intera generazione cresciuta assieme alle sue canzoni.

max pezzali

Proprio oggi inizia il tour promozionale nelle librerie Feltrinelli. Max sarà alle 18.30 nel punto vendita di piazza Piemonte, a Roma, mentre domani (data ufficiale dell’uscita del libro) sarà alla Feltrinelli di via Appia Nuova a Torino (ore 18). Seguiranno altre presentazioni: l’11 ottobre alle 18.30 alla libreria della stazione Porta Nuova di Verona, il 12 ottobre alle 16 in quella di via Quattro Spade a Bologna, il 16 ottobre alle 18 a Firenze, in piazza Ravegnana. Infine il 18,  alle ore 18, Max sarà a Padova, nella libreria del gruppo sita in via dei Cerretani, mentre il 25 alla libreria Feltrinelli di via San Francesco, sempre a Padova.

In anteprima un estratto del libro:

“Era l’anno dei Mondiali di Francia, l’anno in cui avevo comprato la moto nuova, una Buell. La piazza era piena di gente. Dalla Galleria Vittorio Emanuele II a via Torino, e giù fino a piazza Cordusio, senza soluzione di continuità. Il Duomo era coperto per i lavori. Pioveva a dirotto e c’erano centomila persone. Appena prima di uscire c’è stato un momento di panico assoluto, un istante in cui mi sono detto: Dove cazzo vado qua? Io non esco! Se avessi avuto una campanella magica, l’avrei suonata e me ne sarei andato da qualsiasi altra parte. Nella vita, si sa, c’è sempre un collegamento tra le cose: riesci a farne una solo perché ne hai fatta un’altra in passato. Con il carattere che mi ritrovo, forse non sarei mai riuscito a salire su un palco se non avessi passato un periodo della mia vita a lavorare sulle ambulanze, se non avessi dovuto imparare ad affrontare l’inaffrontabile e a risolverlo. Così, ho capito che non dovevo pensare a tutto il concerto, alle persone che avevo davanti, ma darmi un sistema, pensare per segmenti. Otto misure l’intro, poi parte la prima strofa, la seconda… Tranquillo. E quella era Milano, la grande metropoli che avevamo sempre guardato da lontano, da quei trenta chilometri che psicologicamente erano più di tremila. Ecco, quella sera, davanti a tutta quella gente venuta lì per me, ho sentito che ce l’avevo fatta, che dopo sei anni di lavoro avevo messo su quella città la mia bandierina definitiva. Milano mi aveva accettato, mi aveva accolto. E forse per la prima volta non mi sono sentito più quello che veniva da Pavia, che non sapeva mai dove parcheggiare la macchina e aveva paura di entrare nei locali perché si sentiva inadeguato. A distanza di anni ho capito che questa sensazione di inadeguatezza non è una tara psicologica, ma qualcosa che mi è utile per continuare a raccontare le storie, per conservare il mio punto di osservazione sulle cose. E mantenerla viva è l’unico modo che ho per sopravvivere.”

 

Chi di voi è cresciuto a pane e 883? Io si! E rivivere i momenti salienti della vita di Max Pezzali sarà un po’ come rivivere una parte della nostra vita, non credete?

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