7 cose che (forse) non sai sul sesso femminile

Il titolo è sicuramente di quelli “acchiappa-clic”, soprattutto se inserito in un blog di libri, letto prevalentemente da donne. Ma non è stato scelto a caso. Ne “Il libro della vagina. Meraviglie e misteri del sesso femminile” di Nina Brochmann ed Ellen Stokken (in Italia edito da Sonzogno) ci sono davvero un sacco di cose da imparare. Ne ho scelte 7, che io personalmente non sapevo (e magari neanche tu).

1) Non si dice “IL” clitoride, ma “LA” clitoride. E nessuno sa bene quali siano i suoi elementi costitutivi e la sua funzione.

Di una cosa siamo certi: quella che in genere viene indicata come clitoride è solo una porzione di un organo ben maggiore che si estende sia verso l’interno del bacino sia verso il basso, su ciascun lato della vulva. 

2) La clitoride è praticamente un pene rovesciato. Per questo, quando ero incinta della fagiola, i primi mesi la ginecologa mi ha detto che era impossibile capire se era femmina o maschio. Io pensavo fosse solo perché era tutto talmente minuscolo che anche con 11/10 e tutti gli strumenti più avanzati non si poteva andare a sondare fin là in fondo. In realtà, la clitoride e il pene sono due versioni dello stesso organo.

Fino alla dodicesima settimana circa di vita embrionale, il feto maschio e quello femmina hanno il pube esattamente identico, dominato da una sorta di micropene (o microclitoride!) chiamato tubercolo genitale. 

Come è facile intuire, oltre ad essere fatti nello stesso modo, con l’unica differenza che il pene è tutto bello in mostra, mentre la clitoride ha solo la testa come unica parte visibile e il resto è sepolto sotto le labbra vaginali, hanno anche un funzionamento molto simile.

Essendo la testa del pene l’equivalente del bottone della clitoride, a tutti e due è stato dato lo stesso nome, glande. Il glande è il punto più sensibile del corpo femminile e di quello maschile. […] Il glande della clitoride è molto più sensibile di quello del pene, poiché le terminazioni nervose vi sono raggruppate su un’area molto più piccola: una concentrazione 50 volte più alta. […] Essendo la clitoride così ricca di terminazioni nervose, la donna percepisce anche la minima variazione del tocco. Ciò offre possibilità inaudite di stimolazione e di piacere, ma significa anche che si può passare rapidamente al dolore, e perfino all’insensibilità.

3) Il test di verginità è una boiata. L’imene, visto come un sigillo di castità, è risaputo che dovrebbe lacerarsi e sanguinare al primo rapporto sessuale. La vista del sangue, in questo caso, non fa inorridire ma inorgoglisce l’uomo. In realtà è solo un falso mito da sfatare.

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L’imene non è sottile come una pellicola di cellophane: è spesso, largo e robusto. Prima della pubertà è generalmente piatto e a forma di ciambella con il buco. Poi, quando entra in scena la grande orchestra degli ormoni, anche l’imene si trasforma. […] 

Secondo alcune ricerche poco più (o poco meno) della metà delle donne sanguinano durante il primo rapporto. Ciò significa che il 50% che non lo fa sta mentendo sul fatto di essere vergine? Assolutamente no.

È appurato che, in linea generale, non c’è alcuna differenza visibile tra l’imene di una ragazza che ha avuto rapporti sessuali e quello di una vergine. […] In definitiva, non è possibile sapere se una donna ha avuto o meno relazioni sessuali guardando tra le sue gambe.

E pensare che ci sono ancora moltissime donne che ricorrono all’imenoplastica (pratica vietata in molti paesi), cioè a quell’intervento che permette di “ricucire” l’imene lacerato per assicurarsi il sanguinamento durante la prima notte di nozze. O addirittura che acquistano online falsi imeni pieni di sangue artificiale (per soli 30 dollari). 

Perché lasciamo che le ragazze ricorrano a simili soluzioni invece di informarle che l’assenza di sanguinamento non è sinonimo di verginità perduta?

4) Non è vero che se ti depili con il rasoio (anche lì sotto) i peli crescono più duri e spessi. In realtà questa cosa della ricrescita dei peli dovremmo già averla imparata dall’Estetista Cinica. Ma repetita iuvant.

Quando, all’indomani della rasatura, il bassoventre punge come un porcospino, viene da credere che i peli diventano più spessi, più duri e crescano più velocemente a causa del rasoio. Non è così. I nostri peli sono perlopiù materia morta. Tutto il pelo visibile sopra la pelle è proteina morta: c’è vita solamente sotto, nel follicolo, il quale nemmeno si accorge che abbiamo tagliato il pelo. I morti viventi esistono solo nella fantasia; nel mondo reale i follicoli continuano a produrre pelo esattamente allo stesso ritmo di prima, beatamente ignari del fatto che tutto quanto essi riescono a fabbricare venga falciato senza pietà. 

Per di più è la dimensione del follicolo a determinare lo spessore del pelo. Puoi raderti quanto ti pare, non cambierà niente. 

Lo so che stai per obiettare che però, si vede a occhio nudo, il pelo è veramente più rigido, proprio come gli aculei del porcospino. In realtà sembra, ma non lo è. È solo che è più corto. Se lasci crescere il pelo in pace, questo si assottiglierà e diventerà sempre più fine, verso la cima. Così da sembrare anche più morbido.

Che poi dovresti acquistare il libro anche solo per i 5 comandamenti della rasatura che trovi a pagina 32.

5) Mutande sporche = vagina sana (e pulita). Le secrezioni vaginali (leucorrea), chiamate in gergo femminile “perdite”, sono quelle macchie giallastre o bianco latte che spesso ci ritroviamo sulle mutande. Alzi la mano chi non ha pensato di aver seri problemi là sotto, nel trovarsele per giorni e giorni appiccate agli slip. Nell’illuminante “Libro della vagina” viene invece rivelato che sono del tutto normali e soprattutto indispensabili, perché garantiscono alla vagina di pulirsi da sola.

La principale mansione delle secrezioni è mantenerla linda, risciacquandola da ospiti indesiderati, quali funghi e batteri, e dalle cellule morte. In più contengono generalmente tonnellate di batteri buoni, i cosiddetti lattobacilli, che producono – sì, avete indovinato – l’acido lattico. È questo che dà alle secrezioni un odore e un sapore leggermente aspro.

Avere genitali che emanano odore vuol dire avere genitali sani. Non dovremmo vergognarcene né tentare di nasconderlo.

A proposito di secrezioni & Co., al corso pre-parto mi avevano spiegato che, nel caso tutto proceda nel modo corretto, il parto naturale è da preferire rispetto al cesareo perché passando dal canale (dal buco) il bambino porta via con sé una parte di questi batteri buoni che presidiano l’ingresso del paradiso. Ed è un po’ come se si facesse una scorta di anticorpi per i giorni e mesi a venire. 

6) Le immagini di squirting in molti paesi sono vietate. E non stiamo parlando di paesi con regimi dittatoriali o che. Dal 2014 anche in Gran Bretagna è vietato pubblicare immagini porno di donne eiaculanti. 

Ignoriamo perché l’eiaculazione femminile sarebbe peggiore di altri tipi di pornografia, per esempio con uomini in fase eiaculatoria, eppure pare che alcuni la trovino particolarmente offensiva, forse perché credono che la sostanza eiaculata sia urina. […] Comunque stiano le cose, forse non è poi così fondamentale conoscere l’esatta composizione del secreto. Quel che conta è che si tratta di un aspetto naturale nell’orgasmo di un certo numero di donne.

7) La distinzione tra orgasmo vaginale e orgasmo clitorideo è un’invenzione maschile. 

Espressioni come orgasmo vaginale o orgasmo clitorideo sono ampiamente diffuse, benché non ci sia in realtà alcuna differenza tra i due. […] Parlare di “orgasmo clitorideo” e “orgasmo vaginale” è inesatto, dato che la clitoride è implicata al massimo grado anche nel sesso vaginale. La vagina in sé è abbastanza insensibile [tuttavia] […] molte donne hanno l’impressione di barare se hanno bisogno di un aiutino, con le dita o con la lingua, per venire.

Molto più di un libro, quasi un’enciclopedia

Il libro è ben architettato. Suddiviso in 5 macro aree, guarda alla vagina sotto tutti i punti di vista:

  1. L’anatomia della zona genitale
  2. Le mestruazioni, le secrezioni vaginali e fluidi vari
  3. L’orgasmo
  4. La contraccezione
  5. La prevenzione alle malattie

Ed è una lettura assolutamente consigliata agli uomini (soprattutto la parte che riguarda il desiderio).

Io lo farei adottare dalle scuole come libro di testo. Non sono nata nell’epoca (se mai è esistita) in cui si faceva educazione sessuale a scuola, e lo ritengo un vero peccato, perché tante cose avrei potute impararle prima (e meglio). Oggi, poi, che gli adolescenti – maschi e femmine – sono decisamente più scafati e hanno molti più mezzi per (dis)informarsi, ritengo sia doveroso spiegargli come stanno veramente le cose, laggiù.

Le autrici 

Nina ed Ellen, nel caso qualcuno se lo fosse chiesto, non sono due romanziere. Sono due dottoresse, giovanissime, di Oslo, esperte in educazione sessuale. Svolgono attività di insegnamento e assistenza medica e nel 2015 hanno lanciato il blog Underlivet (La zona genitale) dal cui successo è poi nata l’idea di questo libro.

Se ti piace il genere, ti consiglio anche “L’intestino felice” di Giulia Enders, che spiega in maniera impeccabile e davvero semplice come funziona il nostro corpo.

Perché dovresti leggere “Il libro della vagina”?

Perché è una fonte di informazioni ricchissima, è utile per conoscersi e conoscere le donne, ed è scritto in maniera molto semplice e spesso ironica. Quindi potrai nascondere l’imbarazzo di certi argomenti sotto un bel sorriso.

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