Quanto è bello trovare un libro che ti tiene incollata alle pagine? Un libro che ti fa sentire così vicina ai personaggi quasi da poterli toccare? Io ne ho trovati 3 di fila!
L’ultimo l’ho finito poco fa. Dopo 4 ore di lettura ininterrotta.
(Sì, sono le 7 di mattina e io sono sveglia dalle 2:30 per colpa dell’insonnia).
Devo essere sincera: all’inizio non ci credevo tanto. Le prime pagine mi avevano incuriosita ma non così tanto da bramare il momento di andare a letto per potermici rifugiare, come invece mi era successo con i due precedenti.
Ma andiamo con ordine.
A luglio ho iniziato “La casa degli spiriti” di Isabel Allende. Lo so, non averlo ancora letto è quasi un reato, me ne sono resa conto appena l’ho iniziato.
Mi sono risuonate in testa le pagine del Conte di Montecristo (uno dei più bei libri che ho letto nella mia vita, e di cui mi rendo conto solo ora, qui non ho mai scritto). E, nonostante la mole, l’ho davvero divorato, come i “panini onti” che mangi a notte fonda, dopo una serata fuori con gli amici (vado a memoria, eh? 🙃)
Quando l’ho finito – proprio come il dopo-Edmond-Dantes – mi sono chiesta cosa mai avrei potuto leggere. Esteban Trueba, Clara e Alba continuavano ad abitare la mia mente…
Casualmente mi sono imbattuta in “Cose che non si raccontano” di Antonella Lattanzi.
Tempo fa avevo letto due suoi romanzi e mi avevano davvero tenuta incollata alle pagine, per il ritmo incalzante (quasi cinematografico) e la suspence crescente. Così mi sono lanciata.
Quante lacrime ho versato su queste pagine.
Il ritmo c’era, la suspence pure. Ma c’era anche tanto altro. Una storia vera, scritta in prima persona, come un lungo flusso di coscienza in stile Miss Dalloway. Una bomba che mi è scoppiata in petto (e, ammetto, mi ha fatto dimenticare per un po’ le atrocità di Esteban e la magia della casa degli spiriti).
Finito quello, avevo bisogno di “cambiare aria”. Non amo i fantasy, né i thriller troppo splatter… sono una romanticona, in fondo.
Ho aperto la mia reading list e ci ho trovato alcuni consigli sparsi screenshottati qua e là da Instagram. E fatalità uno di questi era compreso nel mio abbonamento Kobo Plus (da qualche mese, invece di acquistarli li leggo così. È molto comodo – ed economicamente conveniente se leggi almeno 1 libro al mese).
Meglio i libri di carta o in digitale?
“Cuore nero” di Silvia Avallone è quel terzo libro di cui parlavo all’inizio di questo post.
(Vogliamo parlare di quanti anni sono che non scrivo più su questo blog? Di quanto mi manca, e di quanto mi mancate tutti voi, miei cari lettori e lettrici?)
Un inizio che parte lento, perché non capisci dove andrà a parare. Hai quasi la sensazione di essere incappata in uno dei romance che vanno di moda ora… ma il titolo (e la fama dell’autrice) non potevano tradire le aspettative. E infatti di romance non ha proprio niente. È un romanzo di formazione, di rinascita, di quelli belli densi di emozioni.
Più o meno da metà ho iniziato a piangere senza riuscire a fermare le lacrime.
E più andavo avanti più veniva voglia di abbracciare Emilia (e anche Bruno), di stringerla a me per dirle che è stata forte, e ora è libera. Libera di vivere quella vita che stava per buttare via.
Chissà quanti ce ne sono, di libri belli, là fuori.
Io sono stata molto fortunata, questo mese, a trovarne 3 di meravigliosi, che ti consiglio assolutamente di leggere.
Buone letture
B.




