La lotta per aggiudicarsi il titolo di libro del mese, stavolta, è stata molto dura. C’era una bella pila di volumi a contendersi la vetta del podio. Ma poi ci ho riflettuto e mi sono chiesta: “Se di questi bei libri dovessi consigliarne uno più degli altri, a quale non si potrebbe rinunciare?” E la risposta è venuta da sé: Se Arianna di Anna Visciani.

 

È stato uno dei pochi libri che, scoperti qui sul blog grazie al post delle anteprime letterarie, ho acquistato e letto nel giro di pochi giorni. Già dalla sinossi mi aveva colpito, e arrivata all’ultima pagina devo ammettere che non ha certo deluso le aspettative.

Come vi raccontavo nella puntata 02 de Il Segnalibro, la mia rubrica letterar-radiofonica, l’autrice ci apre le porte della sua casa e ci fa conoscere la sua famiglia. Presentàti nel risvolto della copertina, come i personaggi di una saga intricata e lunghissima stile Trono di Spade, i protagonisti che si avvicendano nella narrazione in realtà sono 4, o meglio 5. Mamma Anna, papà Davide, i fratelli Alice e Daniele e, ovviamente, Arianna. Che è la protagonista indiscussa, anche se silenziosa.

Arianna è una ragazza di 19 anni, cerebrolesa grave, che non cammina, non parla, non mangia né beve da sola, che insomma dipende in tutto e per tutto da un’altra persona, che in questo caso è proprio la mamma.
Una storia molto triste, me ne rendo conto, ma una storia comune a molte famiglie. Ed è questo, a mio avviso, che Anna ha voluto trasmettere con il suo libro: la quotidianità di chi vive con un figlio/fratello/parente dis-abile. Come recita il sottotitolo in copertina, questa nient’altro è se non “la storia vera di una famiglia diversamente normale”.

Mia figlia è “handicappata” solo perché in italiano non esiste un’altra parola che esprima così sinteticamente ed efficacemente il concetto.
“Handicap” è un vocabolo preso dall’ippica e definisce una corsa di cavalli in cui alcuni concorrenti partono all’inizio della gara posizionati a differenti distanze o gravati da pesi. Lo scopo è offrire a tutti le stesse probabilità di successo, quindi sono i più veloci a essere penalizzati. Per estensione il portatore di handicap è colui che alla partenza ha una condizione sfavorevole rispetto agli altri. Mi piace questa similitudine, perché per Arianna è stato proprio così: è partita svantaggiata nella sua corsa della vita.

Ogni capitolo racconta un aspetto della vita, un aneddoto, un episodio accorso alla famiglia. È come se Anna ci facesse entrare dall’ingresso e ci facesse sedere a tavola con lei, il marito e i figli, e ci lasciasse sbirciare dentro quei cuori. Sì, perché a parlare sono tutti i componenti: il bello di questo libro è proprio la molteplicità dei punti di vista. E quindi, cose come l’operazione di Arianna alla spina dorsale, o le sue nottate insonnni, vengono raccontate con diversi occhi.

Mentre procedevo nella lettura, un po’ mi irritava quel bambino (Daniele) che non aveva rispetto per la sorella, che non capiva perché a lei era concesso ruttare a tavola mentre a lui veniva sempre proibito, che scriveva frasi del tipo:

Almeno a scuola, non c’è quella stupida di mia sorella grande, che piange e strepita se non arriva la pappa, si sbrodola e sputacchia, sotto gli occhi di tutti.

Mi ci sono volute un po’ di pagine per entrare nella sua testa, ma poi ho capito che la sua non era cattiveria volontaria: la sua crudezza nel prendere una posizione così forte contro certi atteggiamenti è comprensibile e più che accettabile, se pensiamo che all’epoca Daniele aveva solo 11 anni.

È stato proprio questo accettare anche di trascrivere le sue parole, i suoi pensieri, che mi ha fatto capire quanto brava è stata Anna. Sicuramente per una mamma è difficile destreggiarsi in una situazione così particolare, non far sentire i figli esclusi o abbandonati, perché tutte le tue energie sono concentrate su una di loro. Ma per capire il dolore e imparare a conviverci con serenità spesso è fondamentale mettere tutto nero su bianco.

Mi sono chiesta spesso, leggendo questo libro, cosa potesse aver spinto Anna ad avere altri figli dopo Arianna. Una forma di “egoismo”, dovuto al fatto di doversi sentire a tutti i costi mamma di figli “normali”; la necessità di poter garantire a sua figlia la presenza di familiari che la potessero accudire quando lei non ce l’avrebbe più fatta… Non so, è un tema davvero difficile, una situazione in cui bisogna trovarsi, per poter decidere.
Ma la risposta ce la dà proprio Anna:

Io non so se l’ho fatto per coraggio, per incoscienza o forse solo per egoismo, per dimostrare a me stessa e al mondo intero che ero capace di fare anche un figlio sano. Non so quanto di narcisistico ci sia nel cercare un riscatto a una ferita tanto profonda del proprio io. […] È stata proprio la consapevolezza dell’irreversibilità del suo stato a spingerci a cercare un futuro diverso, contrariamente al consiglio – “fatene subito un altro” – di chi, pur essendo senz’altro in buona fede, mancava totalmente della sensibilità per comprendere, o anche solo per immaginare, la reale portata di quanto era accaduto. […] Sono convinta che il vero “miracolo della vita” sia la nascita “normale” di un bambino “normale”. Ma molti, anzi troppi, danno stupidamente per scontato quello che va considerato una straordinaria fortuna e un vero dono del cielo.

Ho capito che quella di Anna è stata la scelta migliore. La sua famiglia è speciale, e bellissima. E ogni volta che penso a loro mi sento un po’ parte della combriccola pure io.

Credo di non aver avuto bisogno di Arianna per capire che non servono grandi discorsi per superare l’imbarazzo davanti alla sofferenza delle persone. Può essere sufficiente un comportamento educato, un po’ di sensibilità e un pizzico di coraggio per dare voce a quello che è nel profondo del cuore e per trasmettere a noi, svantaggiati con gravi problemi, quella comprensione e quella solidarietà che ci aiutano a vivere.


se ariannaAutore: Anna Visciani
Titolo: Se Arianna
Genere: Letteratura italiana
Data prima pubblicazione: 2014
Casa Editrice: Giunti
192 pagine
Prezzo copertina: 12,00 €
EAN 9788809791626

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Se Arianna: Storia vera di una famiglia diversamente normale

Sinossi:

Arianna è una ragazzina cerebrolesa grave. La sua vita è nelle mani di una mamma, un papà e due fratelli che raccontano la quotidianità di una famiglia normale, nella sua diversità. Intorno ad Arianna, portatrice di un handicap gravissimo, ruota la vita della sua famiglia: padre e madre neurologi, una sorella e un fratello venuti dopo di lei. Quattro voci che raccontano i drammi e la felicità di una vita “diversamente normale”, ciascuna da un punto di vista molto diverso, e si accordano armoniosamente grazie ad Arianna e all’amore che ognuno, a suo modo, prova per lei. Da una gravidanza serena che si ribalta nell’incubo di una patologia senza speranze di guarigione o di miglioramenti, Arianna vive nelle storie di Anna, Davide, Alice e Daniele, sconcertanti per la loro lucidità, tenerezza, crudezza, forza. Una forza che si sprigiona anche nella scrittura e che cattura il lettore, coinvolgendolo sin dall’inizio in una situazione ricca di umanità e dignità. Riflessioni profonde, emozioni forti e drammatiche, situazioni comiche e grottesche, sentimenti sinceri e naturali raccontati senza la censura del “politicamente corretto”, in un ritmo incalzante che tiene incollati alla pagina. E che ci fa interrogare, inevitabilmente, sulla vita.